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martedì 17 gennaio 2012

Tour Toscano


Heilà,oggi parliamo della Toscana,principalmente di Pisa! E' una bellissima città costiera dov'è c'è anche la torre pendente :

I suoi antichi quartieri,tratto da wikipedia: Anticamente la città era divisa in quattro quartieri storici: "Ponte", "Mezzo", "Foriporta" e "Kinzica". Tali quartieri erano nati e sviluppati naturalmente con la crescita della città. Il più antico era "Ponte" dove vi era la Piazza delle Sette Vie col Palazzo del Popolo, antico centro governativo della città. Oggi la piazza è nota come Piazza dei Cavalieri. "Mezzo" corrispondeva all'incirca all'antica città romana ed era il quartiere nobile della città. A est di "Mezzo", sua naturale continuazione, vi era il quartiere di "Foriporta" il cui nome deriva dal fatto di essere fuori dalle mura altomedioevali. Era il borgo della città. Tutti questi quartieri si trovavano racchiusi tra l'Ozzeri a nord e l'Arno a sud. A ovest confinavano con le paludi. A sud dell'Arno c'era invece il quartiere di "Kinzica". Il nome sembrerebbe derivare dall'eroina Pisana Kinzica de' Sismondi, ma più probabilmente derivava dalla parola longobarda "kinsech" che significa "luogo paludoso", oppure dalla parola araba "kimsouk" che significa "mercato libero". Entrambi i significati sono plausibili in quanto quella zona era sia circondata da paludi che il luogo dove diversi popoli si incontravano per il commercio cittadino.
Le bandiere dei quartieri avevano tutte campo rosso vermiglio, ovvero la base della bandiera della Repubblica di Pisa.
Durante la dominazione fiorentina, dal secolo XV, l'assetto cittadino cambiò in quanto i conquistatori ridistribuirono i quartieri in modo uniforme: due a nord dell'Arno nella zona che fu chiamata "Tramontana" e due a sud nella zona chiamata "Mezzogiorno". In questo nuovo riassestamento i quartieri prendono nome dalle chiese principali di queste quattro zone. In Tramontana abbiamo "Santa Maria" che prende il nome dal Duomo. Corrisponde al vecchio quartiere di Ponte e la parte più occidentale di "Mezzo" in maniera da comprendere anche la Piazza dei Cavalieri. Segue "San Francesco" che prende il nome dall'omonima chiesa e corrisponde alla parte restante di "Mezzo" e il quartiere di "Foriporta". In Mezzogiorno abbiamo "Sant'Antonio" che prende il nome dalla chiesa di Sant'Antonio Abate e corrisponde alla parte occidentale di Kinzica, mentre alla parte orientale abbiamo ora il quartiere di "San Martino", il quale prende il nome dalla chiesa omonima la quale tutt'oggi viene spesso chiamata "San Martino in Guadolongo" o "in Kinzica" a ricordare l'antica denominazione e la prossimità delle paludi.

Ora un pò di cibo tipico! Ecco qua.La gastronomia pisana non gode di molta popolarità, poiché molti piatti che la costituiscono sono più o meno presenti o diffusi in tutta la Toscana; si differenzia spesso da quella regionale per le portate, di solito più abbondanti delle ordinarie, e per i sapori, solitamente più forti e speziati. Tuttavia ancora oggi esistono pietanze tipicamente pisane come la "minestra di fagioli bianchi di San Michele", le "bavettine sul pesce", la "zuppa di ranocchi" e la "zuppa pisana".
I pesci più utilizzati nelle ricette sono: il muggine della foce dell'Arno cucinato alla griglia, le "cèe alla pisana" (ovvero gli avannotti dell'anguilla), il pesce ragno bollito, il baccalà alla griglia con ceci all'olio o lo stoccafisso in agrodolce. Viene utilizzata frequentemente anche la selvaggina e, in modo particolare, la carne di fagiano, di anitra, di folaga, di cinghiale o di coniglio selvatico.
Diffusa è anche la cecina, un tempo dai genovesi chiamata "l'oro dei pisani", la cui invenzione risale alle Repubbliche marinare, anche se l'origine è ancora oggi sconosciuta. Da ricordare è anche il "pesto pisano", che si differenzia da quello genovese per l'aggiunta dei pinoli. Tipico dolce pisano è invece la Torta co' bischeri, prodotta artigianalmente in tutto il territorio cittadino e provinciale; ricetta originaria di Vecchiano, Nodica e Pontasserchio, dove viene fatta in maggio, agosto e aprile in occasione delle rispettive feste paesane, la "torta co' bischeri" è talmente diffusa e apprezzata da essere considerata il dolce più tipico della gastronomia pisana.

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